Da che pulp-ito viene la critica

“Critica” è una parola critica. Un sostantivo con un significato che pende verso “il lato oscuro” del giudizio (diremmo in Star Wars). E a proposito di stelle viene naturale chiedersi: è possibile racchiudere il valore di un film in una categoria da hotel o in pollice che pende verso il basso o verso l’alto? Di sicuro il critico deve pendere verso l’altro. Scrivere per l’altro, pensare per l’altro, interpretare per il pubblico. E’ un ruolo di mediatore nel medium, di penombra a metà strada tra il buio della sala e la luce del mondo fuori.  Situazione critica. Perchè? Perchè in fondo siamo tutti critici e l’articolo di un giornale ha pari dignità di un giudizio a caldo dello spettatore della prima fila. Perchè in fondo siamo stanchi delle torri d’avorio abitate da chi scrive per rileggersi e non per farsi leggere. Perchè in fondo è lecito dare al critico anche un pò si sano egocentrismo di chi sa di aver visto qualche film in più degli altri e di saper leggere tra le righe anche se sullo schermo ci sono immagini e non parole. Perchè in fondo ci sono i titoli di coda. Il film è finito. La platea si alza. Le luci si accendono. La situazione inizia a farsi critica. Eccoci qui.

Giuseppe Grossi


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