Contagio alla rovescia

Il mondo come social network. Rete di rapporti e inevitabilmente di “contatti”, sfiorati, casuali, imposti. E per questo ad alto rischio virus. Un bacio, un sorso, una stretta di mano. Contagion segna un conto alla rovescia verso il panico collettivo, durante il quale la morte gioca a domino, cercando di rappresentare quel nemico invisibile che è la paura. Molto più del virus che miete vittime in ogni parte del pianeta, ad interessare è il modo in cui il mondo ne gestisce le conseguenze tra isterie, egoismi e qualche piccolo atto di solidarietà.

Così il nuovo film di Soderbergh si sofferma su qualche filo im-portante della rete. Abituato ai film corali (la saga di Ocean e Traffic) il regista segue le vicende di un padre che deve superare in un amen la perdita e il tradimento di sua moglie e proteggere sua figlia. L’etica di una dottoressa che non teme il contagio; il dilemma morale di chi deve scegliere tra una verità scomoda e una bugia codarda; il rapporto di un opinion leader della controinformazione col suo pubblico.

 Troppa carne a cuocere. E come il film ci insegna, spesso il barbecue è pericoloso ed indigesto. Contagion non riesce ad angosciare, lasciando il pubblico immune dall’empatia nei confronti di personaggi che si muovono in un ambiente che, nonostante l’infezione, diventa troppo asettico. Alcune storie si perdono nella banalità, altre abbozzano a denunce “sterili” nei confronti dell’informazione e del Potere del Sistema.

Solo grazie ad un cast stellare (Damon, Winslet, Law, Cotillard, Paltrow, Fishburne) il film si mantiene sul piano della godibilità e soltanto sul finale inietta un po’ d’emozione e di significato ad una storia che non ha niente di nuovo da dire. L’affetto che non cede all’infetto diventa così una morale assai scontata. E se alla fine nemmeno un colpo di tosse nel cinema ci turba allora possiamo dire che Contagion è un film che si può mettere tranquillamente in quarantena.

Giuseppe Grossi

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2 responses to “Contagio alla rovescia

  • Onesto e Spietato

    “Contagion” si mantiene sullo stile di “Traffic”, ovvero piatto, indagatorio, senza slanci di suspense (quella suspense che ci viene fatta annusare nel trailer e poi non c’è). E’ un buon film, ma non convince a pieno. Sono in gran parte d’accordo con te. Come scrivo anche sul mio blog, mi ha lasciato poco… Soderbergh è sempre Soderbergh, sia chiaro! Però la ciambella non esce con un buco perfetto…

  • grogius

    Concordo con te, grazie per aver commentato

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