Il fantastico 9

 

Il mondo è alle pezze. Nel vero senso della parola. L’uomo ha devastato il suo pianeta e la propria specie, vittima di una tecnologia prepotente e di una politica guerrafondaia autolesionistica . Il panorama post-apocalittico è desolato e desolante. Case distrutte, strade deserte e non importa chiarire dove siamo perché ovunque sarebbe così. La terra è un’indistinta massa di macerie. Tre la vie piene dell’eco della sabbia ecco aggirarsi nove pupazzi di pezza, assemblati in modo strambo dall’inventore della grande macchina che ha causato la fine del mondo. Lo scienziato, in preda al rimorso, decide di affidare alle sue ultime creazioni l’ultimo soffio di vita ed umanità; ognuna di loro possiede una briciola di anima, tributo postumo affinché la vita continui ad esserci.

Tratto da un cortometraggio che ha concorso per gli Oscar, 9 è un film di animazione diretto dall’esordiente Shane Acker (il cui cognome richiama una certa confidenza col mondo tecnologico) completamente affidato a personaggi dal poetico romanticismo alla Tim Burton (qui produttore). Ma se i suoi film trovano nelle gotiche atmosfere dark un modo per ribaltare le rassicurazioni moderne, qui siamo di fronte ad una tabula rasa, un reset che ristabilisce i valori della vita a partire dal nulla, lontano anni luce dai toni patinati dei giocattoli di Toy Story. Qui il pupazzo è un feticcio allegorico, metafora estrema dell’uomo diventato schiavo delle sue s-manie di grandezza che, quasi  per contrappasso, vengono ridimensionate in un bambolotto.

Il percorso del protagonista 9, che si muove leggiadro come Jack Skeletron e goffo come Victor de la Sposa Cadavere, inizia dalla sorpresa della vita stessa che lascia senza parole per poi districarsi in una traumatica scoperta delle peripezie da affrontare. Lui e i suoi amici saranno mossi da un fine che l’uomo pare aver dimenticato: una missione, una ricerca, a partire dalla voglia di vivere e di solidarietà verso i simili.  Un percorso intricato che mostrerà i suoi risvolti tra amicizia, lutti e redenzioni

 9, 8, 7, 6, 5, 4, 3, 2, 1 i piccoli protagonisti segnano una  conto alla rovescia verso un nuovo inizio di fare cinema. Un ritorno più che una novità. Esaltare il muto, il movimento, l’azione e l’empatia con un personaggio di un film che è capace di far commuovere. Il voto se lo dà da solo.

Giuseppe Grossi

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